A volte una Festa non è semplicemente una Festa.

A volte rappresenta il ritorno di qualcosa che sembrava ormai appartenere soltanto ai ricordi.

Per 25 anni, a Pianura, la Festa di San Giorgio non aveva più avuto quella dimensione capace di coinvolgere l’intera comunità.

Poi, nel 2025, qualcosa è cambiato.

È nato un nuovo Comitato Organizzativo e, con esso, è nata anche l’idea di riportare in piazza una tradizione che appartiene profondamente alla storia del nostro quartiere.

Così, dopo un quarto di secolo, la Festa di San Giorgio è tornata.

E quella che doveva essere semplicemente una prima edizione è diventata, in pochissimo tempo, l’inizio di una nuova storia.

Ripartire dopo 25 anni

Ripartire dopo così tanto tempo non era certamente semplice. C’era da ricostruire una Festa praticamente da zero. C’era da recuperare una tradizione. C’era da convincere le persone che San Giorgio poteva tornare a essere, ancora una volta, un appuntamento capace di riunire Pianura. E soprattutto c’era da trovare il modo di parlare alle diverse generazioni.

Per questo il programma della prima edizione è stato pensato cercando di mettere insieme musica, spettacolo, giovani, tradizione religiosa e momenti dedicati alle famiglie.

La direzione artistica è stata affidata a Franco Monna, che ha curato la costruzione del programma e la scelta degli spettacoli.

A presentare le serate sono stati lo stesso Franco e sua moglie Marianna Pompa, diventando così i volti di quella prima Festa che avrebbe segnato il ritorno di San Giorgio nella vita pubblica di Pianura.

La prima serata: la musica napoletana torna in piazza

Il sipario sulla prima edizione si è aperto all’insegna della musica.

Sul palco si sono alternati diversi artisti napoletani, in una serata pensata per riportare immediatamente il pubblico dentro quell’atmosfera di festa che per tanti anni era mancata.

Ma ad attirare particolarmente l’attenzione è stato l’ospite della serata:

Mauro Nardi.

Un artista profondamente legato alla tradizione musicale napoletana, capace di coinvolgere il pubblico e di trasformare Piazza San Giorgio in una grande festa popolare.

Ed è proprio quella piazza piena a darci il primo grande segnale.

Pianura aveva risposto.

La seconda serata: nasce “Una Voce per Pianura”

La seconda serata ha rappresentato una novità importante.

Per la prima volta nasce “Una Voce per Pianura”, il talent show dedicato alle nuove voci del quartiere.

Un’idea che, nelle edizioni successive, sarebbe diventata uno degli appuntamenti più attesi della Festa.

Ma quella sera era la prima volta.

Ragazzi e ragazze hanno avuto la possibilità di salire sul palco, mettersi alla prova e cantare davanti alla propria gente.

Ed è stato bello vedere come il pubblico abbia saputo accogliere i giovani concorrenti, accompagnandoli con applausi ed entusiasmo.

Perché una Festa che torna dopo 25 anni non può guardare soltanto al passato.

Deve anche costruire il futuro.

E dare spazio ai giovani era, ed è, uno dei modi migliori per farlo.

Da “Made in Sud” arriva la comicità

Dopo la musica e il talent, la seconda serata ha cambiato completamente ritmo.

Sul palco sono arrivati direttamente da Made in Sud alcuni dei protagonisti più amati della comicità napoletana.

A Pianura sono arrivati Peppe Laurato e Salvatore Turco, insieme ad Alessandro Bolide, in uno spettacolo che ha regalato al pubblico risate e momenti di grande divertimento.

Gli ospiti di Made in Sud sono stati gestiti da Francesco Palmieri (Onda Web Radio è stata molto vicina al programma di Rai Due e ai suoi comici sin dagli esordi) che ha contribuito alla loro presenza all’interno del programma.

Una scelta che ha permesso alla Festa di allargare ulteriormente il proprio pubblico, mettendo insieme musica e comicità e offrendo una serata adatta davvero a tutti.

La terza serata: ancora musica, ancora Pianura

La terza serata ha riportato il pubblico nel mondo della musica neomelodica e della canzone napoletana.

Ancora una volta il palco ha dato spazio agli artisti del territorio e alle sonorità tanto amate dal pubblico della Festa. A metà serata ospite Maurizio.

A chiudere la serata, invece, come ospite, è arrivato Tommy Riccio, e ancora una volta Piazza San Giorgio si è riempita.

Serata dopo serata, diventava sempre più evidente che quella Festa non era stata semplicemente organizzata per ricordare qualcosa che non c’era più.

La Festa stava tornando davvero.

La domenica: la Festa per tutti

Poi è arrivata la domenica. L’ultimo giorno. E anche qui abbiamo voluto pensare a tutte le generazioni.

La mattina è stata dedicata soprattutto ai più piccoli, con gonfiabili e attività pensate per i bambini.

Un modo per trasformare Piazza San Giorgio in un luogo di divertimento per le famiglie anche durante il giorno.

E poi la musica.

Sul palco sono arrivati gli Junior DJ di Onda Web Radio, i giovani che hanno avuto l’opportunità di cimentarsi con la console e vivere un’esperienza da DJ davanti al pubblico della Festa.

Anche questo era un messaggio importante:

dare spazio ai ragazzi significa permettere loro di imparare, sperimentare e sentirsi protagonisti.

Poi è arrivato il momento più importante

Nel pomeriggio la Festa ha ritrovato la sua dimensione più autentica.

Quella religiosa. Quella legata alla tradizione. Quella che dà un significato profondo a tutto ciò che stavamo celebrando.

È arrivata la Processione di San Giorgio.

Il Santo ha attraversato le strade del quartiere, accompagnato dalla comunità.

E in quel momento abbiamo capito che tutto ciò che avevamo costruito nei giorni precedenti aveva un unico filo conduttore.

La musica. Gli spettacoli. I bambini. I giovani. La tradizione. La fede.

Tutto portava a San Giorgio.

E poi i fuochi

A chiudere la prima edizione sono stati i fuochi pirotecnici offerti da Pirotecnica Manna. Un momento spettacolare che ha salutato quattro giorni intensissimi.

Quattro giorni nei quali Piazza San Giorgio non è mai rimasta vuota. Quattro giorni nei quali Pianura ha riscoperto il piacere di ritrovarsi insieme. Quattro giorni nei quali abbiamo visto persone di tutte le età vivere la propria piazza.

E quando sono esplosi i fuochi nel cielo, è stato come mettere il punto finale a una storia che, per 25 anni, era rimasta sospesa.

Una Piazza San Giorgio sempre piena

Se oggi ripensiamo a quella prima edizione, forse l’immagine che più di tutte rimane impressa è proprio questa:

Piazza San Giorgio piena per tutti e quattro i giorni.

Non una sola serata. Non soltanto per l’ospite più importante. Non soltanto durante il concerto. Tutti e quattro i giorni. Dalla musica alla comicità. Dal talent show agli artisti napoletani. Dai bambini agli Junior DJ. Dalla processione ai fuochi.

Una partecipazione che ha superato le aspettative e che ci ha fatto capire che Pianura aveva ancora voglia di Festa.

Quella prima edizione è stata una scommessa

A distanza di tempo possiamo dirlo.

La prima Festa di San Giorgio del nuovo corso è stata una scommessa.

Una scommessa sulla memoria. Una scommessa sulla tradizione. Una scommessa sulla comunità. Ma soprattutto una scommessa sulla capacità di Pianura di tornare a stare insieme.

E quella scommessa è stata vinta. Non perché tutto sia stato perfetto. Non perché non ci siano state difficoltà.

Ma perché alla fine, quando abbiamo guardato Piazza San Giorgio, abbiamo visto quello che speravamo di vedere: una comunità.


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