Venerdì 3 luglio 2026, Pianura ha vissuto una delle serate più coinvolgenti della seconda edizione della Festa di San Giorgio.

Una serata fatta di musica, giovani, famiglie, balli, voci e di quella straordinaria energia che soltanto una piazza piena di persone riesce a trasmettere.

Tra gli ospiti più attesi della serata c’era La Paranza di Romeo Barbaro, protagonista di un concerto che ha trasformato Piazza San Giorgio in un grande luogo di festa e partecipazione.

Una piazza che canta e balla

Quando La Paranza è salita sul palco, il pubblico era già pronto a lasciarsi coinvolgere. E così è stato.

Giovani e meno giovani hanno cantato, ballato e seguito lo spettacolo con un entusiasmo contagioso. Una fotografia bellissima di una comunità che, per una sera, ha messo da parte problemi e difficoltà per ritrovarsi insieme attraverso la musica.

Ma quello che è successo a Pianura non è passato inosservato nemmeno agli artisti.

Lo stesso Romeo Barbaro, nei giorni successivi, ha voluto raccontare attraverso i suoi canali social le emozioni vissute quella sera, sottolineando la grande energia e il grande calore ricevuti dal pubblico di Pianura.

E soprattutto ha condiviso una riflessione che sentiamo profondamente vicina alla nostra Festa.

Romeo Barbaro

Le periferie non sono la fine. Sono il futuro.

Nel suo messaggio, Romeo Barbaro ha parlato delle periferie come dei luoghi nei quali si concentra una straordinaria energia umana.

Da Scampia a Pianura, passando per Ponticelli e tanti altri territori, ha raccontato la sua esperienza di artista e operatore dello spettacolo, sottolineando come abbia sempre incontrato persone con una grande voglia di guardare avanti.

Una frase, in particolare, ci ha colpito:

“Le periferie sono come le nostre vene: se una di queste si chiude, il cuore finirà di battere.”

Una metafora potente. Perché troppo spesso le periferie vengono raccontate soltanto attraverso ciò che non funziona. Attraverso le difficoltà. Attraverso i problemi. Attraverso le emergenze.

Ma quella sera, a Pianura, abbiamo visto un’altra faccia della periferia.

Abbiamo visto energia. Abbiamo visto famiglie. Abbiamo visto giovani. Abbiamo visto voglia di stare insieme. Abbiamo visto una piazza piena di persone che volevano semplicemente vivere una bella serata.

Ed è anche questa la realtà delle nostre periferie.

La musica come strumento per stare insieme

È questo uno degli aspetti nei quali crediamo maggiormente.

La musica non risolve i problemi di un territorio, ma può creare qualcosa di fondamentale: un momento di condivisione.

Può mettere insieme persone che normalmente non si incontrerebbero.

Può abbattere differenze.

Può far cantare insieme generazioni diverse.

Può restituire per qualche ora un senso di appartenenza.

E quando tutto questo accade in una piazza di quartiere, il significato diventa ancora più grande.

La Festa di San Giorgio vuole essere anche questo: un’occasione nella quale Pianura possa incontrarsi, riconoscersi e mostrare la propria parte migliore.

Una serata dedicata alla nostra gente

La presenza de La Paranza si è inserita perfettamente nel significato della seconda serata della Festa.

Una serata dedicata alla musica popolare, agli artisti e alle espressioni musicali che appartengono profondamente alla nostra terra.

Una musica capace di parlare direttamente alla gente. E quella sera la gente ha risposto. Con il canto. Con il ballo. Con gli applausi.

Con quella partecipazione che rende una manifestazione davvero viva.

Grazie, La Paranza

Le parole di Romeo Barbaro ci fanno piacere perché hanno colto qualcosa che anche noi, dal palco e dietro le quinte, abbiamo percepito quella sera.

Pianura ha voglia di futuro.

Ha voglia di musica. Ha voglia di cultura. Ha voglia di stare insieme. Ha bisogno di occasioni, di spazi e di persone che continuino a credere nelle sue potenzialità.

E forse è proprio questo il messaggio più bello che possiamo portarci dietro dalla serata del 3 luglio.

Una piazza piena non è soltanto una fotografia. È un segnale. È una comunità che si muove. È energia. È vita.

E, come ci ha ricordato Romeo Barbaro, se le periferie sono le vene della nostra città, allora quella sera a Pianura il cuore batteva forte.

Grazie a La Paranza di Romeo Barbaro per aver condiviso con noi questa energia.

E grazie soprattutto a tutte le persone che quella sera hanno riempito Via Napoli, dimostrando ancora una volta che Pianura c’è, partecipa e ha tanta voglia di guardare avanti.


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