Domenica 5 luglio 2026

La Festa di San Giorgio è arrivata alla sua serata conclusiva. Piazza San Giorgio è pronta ad accogliere Gianni Fiorellino, il grande ospite che chiuderà questa seconda edizione.

Ma prima di lui, sul palco, ci sono io. Francesco Palmieri.

E ieri sera, per me, non è stato semplicemente un DJ Set.

È stato un viaggio indietro nel tempo. Un viaggio lungo quasi quarant’anni.

Quando tutto è cominciato

Ogni volta che penso alla musica, inevitabilmente torno a quel 1987.

Avevo 12 anni.

Ero soltanto un ragazzino, ma avevo già una passione enorme per i dischi e per quella cosa che allora mi sembrava quasi magica: stare dietro una console e riuscire, attraverso la musica, a far emozionare e divertire le persone.

Quella fu la prima volta che misi dei dischi.

Non potevo certamente immaginare che, quasi quarant’anni dopo, mi sarei ritrovato su un palco a Pianura, davanti alla mia gente, a fare esattamente la stessa cosa.

Nel 2027 saranno 40 anni da quel primo disco.

Quarant’anni. A dirlo sembra quasi impossibile.

La mia prima radio, proprio qui

La mia storia artistica è nata a Pianura. Alla fine degli anni Ottanta arrivò anche la mia prima esperienza in una radio libera del quartiere: Radio Spazio 2.

Erano anni completamente diversi. La radio era qualcosa di magico. Non c’erano streaming, social network, podcast e piattaforme digitali. C’erano i dischi, i microfoni, i telefoni che squillavano e soprattutto tanta voglia di fare.

Da lì è iniziato un percorso che mi ha portato, negli anni, a lavorare in radio sempre più importanti e a vivere esperienze che, quando ero quel ragazzino di dodici anni, non avrei mai immaginato.

Ma una cosa è rimasta sempre uguale: Pianura è rimasta casa mia.

Gli anni Novanta

Se c’è un periodo della mia vita professionale che ancora oggi tante persone mi ricordano, sono proprio gli anni Novanta. Sono stati anni incredibili.

Ho avuto la fortuna di lavorare con staff importanti, di suonare nei migliori locali e nelle serate più importanti, non soltanto della Campania.

Ho condiviso console e palchi con alcuni dei DJ più importanti al mondo.

Erano gli anni delle grandi piste da ballo, dei vinili, delle serate che iniziavano la sera e finivano quando ormai stava sorgendo il sole.

Anni nei quali ho imparato tantissimo.

E soprattutto anni nei quali ho capito che fare il DJ non significa semplicemente mettere musica. Significa capire la gente. Capire quando cambiare ritmo. Quando rallentare. Quando spingere. Quando mettere quella canzone che nessuno si aspetta e che, improvvisamente, fa esplodere la pista.

“Io ti ricordo negli anni Novanta…”

Ancora oggi mi capita di incontrare persone che mi dicono: “Francesco, io mi ricordo quando suonavi…”. E poi mi raccontano una serata. Un locale. Una canzone. Un momento.

Ed è una delle soddisfazioni più belle che possa ricevere. Perché significa che, in qualche modo, quella musica è rimasta nella memoria di qualcuno.

E forse è questo il vero regalo che può fare un DJ: diventare, attraverso la musica, parte dei ricordi delle persone.

Dalla console alla radio

La mia vita professionale, nel frattempo, è continuata anche attraverso la radio. E nel 2015 è arrivato un altro momento fondamentale. Insieme a Rosanna Bennardo, ho fondato Onda Web Radio.

Un progetto nato con un’idea molto semplice, racchiusa nel nostro claim:

“Diamo voce a chi non ha voce.”

Sono passati dieci anni.

E proprio pochi giorni prima di quel DJ Set, nella prima serata della Festa di San Giorgio, abbiamo festeggiato sul palco i nostri primi dieci anni di attività.

Due serate diverse, ma profondamente collegate.

Perché dietro Onda Web Radio c’è anche tutta la mia storia musicale.

Il DJ non è mai andato in pensione

Potrei dire che oggi faccio molte altre cose. Sono editore di una radio. Sono speaker. Sono direttore artistico. Organizzo grandi eventi. Mi occupo di formazione. Tengo corsi per giovani DJ.

Ma quando sono davanti a una console e parte la musica, tutto questo scompare. Ritorno semplicemente a essere Francesco, il DJ.

Quello che a dodici anni ha messo il suo primo disco. Quello che negli anni Novanta viveva le notti nelle discoteche. Quello che ancora oggi si diverte a cercare la traccia giusta.

E questa è una cosa che spero non cambi mai.

Ieri sera alla Festa di San Giorgio era diverso

Per questo, quando mi è stato chiesto di aprire la serata conclusiva della Festa prima del concerto di Gianni Fiorellino, ho pensato che fosse una cosa particolarmente bella.

Perché non ero in un locale qualsiasi. Non ero in una discoteca. E non ero in una città lontana. Ero a Pianura. Nel quartiere dove sono cresciuto. Nel luogo dove ho iniziato.

Davanti a persone che, in molti casi, mi conoscono da sempre. E allora ho scelto di vivere quel DJ Set con un’emozione diversa. Ho guardato quella piazza e, inevitabilmente, ho pensato a tutto quello che è successo da quel lontano 1987. Quarant’anni di musica racchiusi in qualche ora.

La cosa più bella? Essere ancora qui

Quando inizi a fare questo mestiere a dodici anni non pensi certo a dove sarai quarant’anni dopo. Pensi soltanto alla prossima canzone. Al prossimo disco. Alla prossima serata.

Oggi, invece, guardandomi indietro, mi rendo conto di quanto sia stato lungo questo viaggio. E soprattutto mi rendo conto di essere stato fortunato.

Ho fatto della mia passione il mio lavoro. Ho conosciuto persone straordinarie. Ho lavorato con grandi artisti. Ho vissuto momenti che porterò sempre con me.

E ho avuto la possibilità di tornare a fare quello che amo nel quartiere nel quale tutto è cominciato.

E mentre suonavo, pensavo a quel ragazzino

Durante il DJ Set, per un attimo, ho pensato a quel ragazzino di dodici anni. A quello che forse non aveva ancora idea di cosa sarebbe successo. A quello che probabilmente non avrebbe mai immaginato di arrivare, quasi quarant’anni dopo, su un palco del proprio quartiere davanti a migliaia di persone.

E mi sono detto che, in fondo, quel ragazzino non è mai cresciuto del tutto. Per fortuna. Perché è ancora lui che mi spinge a cercare nuova musica. A mettere un disco. A fare una serata. A insegnare a un ragazzo come utilizzare una console. A emozionarmi quando una piazza canta o balla sulle note che ho scelto.

Prima di Gianni, la mia musica. Ma soprattutto la nostra

Quella sera ho avuto l’onore di accompagnare il pubblico verso il grande concerto di Gianni Fiorellino.

Ma prima ancora di essere il DJ che apriva la serata, ero semplicemente uno di Pianura. Uno che è partito da qui. Uno che qui è cresciuto artisticamente. Uno che qui ha imparato a sognare. E forse è proprio questo che rende quel DJ Set così speciale per me.

Non è stato soltanto un appuntamento della Festa. È stato un piccolo cerchio che si è chiuso. 1987 → 2026.

Quasi quarant’anni di musica. E il bello è che non è ancora finita. Nel 2027 saranno quarant’anni dal mio primo disco. E se qualcuno mi chiederà cosa farò quel giorno, probabilmente avrò una risposta molto semplice.

Metterò un altro disco… e chissà, forse proprio alla Festa di San Giorgio il prossimo anno. Perché alla fine, nonostante tutto quello che è successo, sono ancora quel ragazzo di dodici anni. Quello che ha scelto la musica. E che, per fortuna, non ha mai smesso di amarla.


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