Ci sono parole che arrivano in una piazza e riescono a fermare, anche solo per qualche minuto, la musica, la festa e il rumore.

Nella serata conclusiva della Festa di San Giorgio 2026, tra la musica, gli applausi e l’entusiasmo delle tante persone presenti in Piazza San Giorgio, abbiamo vissuto uno di quei momenti che difficilmente si dimenticano.

A raggiungerci sul palco è stato Padre Antonio Coluccia, sacerdote da sempre impegnato nella lotta alla criminalità e nella promozione della cultura della legalità, che ha voluto essere presente alla nostra Festa per rivolgere soprattutto ai giovani di Pianura un messaggio di speranza, responsabilità e coraggio.

Una presenza che ha dato un significato ancora più grande alla serata

La Festa di San Giorgio nasce dalla fede e dalla tradizione, ma vuole essere anche un momento capace di parlare al territorio e alla sua comunità.

Per questo la presenza di Padre Antonio Coluccia ha rappresentato per noi qualcosa di particolarmente importante.

Dal palco non è arrivato soltanto un messaggio contro la criminalità. È arrivato soprattutto un invito a scegliere. A scegliere da che parte stare. A non lasciarsi convincere che la strada più facile sia necessariamente quella giusta.

A credere che ogni giovane abbia la possibilità di costruire il proprio futuro senza dover accettare compromessi che possono togliere libertà, dignità e speranza.

Ai giovani: non abbiate paura di scegliere il bene

Il messaggio rivolto ai ragazzi presenti è stato diretto e concreto.

In un territorio come Pianura, dove spesso le difficoltà sociali e le problematiche legate alla criminalità vengono raccontate prima ancora delle tante realtà positive che esistono, parlare ai giovani significa soprattutto ricordare loro che un’alternativa esiste.

Che si può scegliere lo studio. Si può scegliere lo sport. Si può scegliere la musica. Si può scegliere il volontariato. Si può scegliere di impegnarsi per il proprio quartiere. Si può scegliere di costruire, invece di distruggere.

E soprattutto si può scegliere di non arrendersi all’idea che il proprio futuro sia già scritto.

San Giorgio come simbolo di coraggio

Non è casuale che questo messaggio sia arrivato proprio durante la Festa dedicata a San Giorgio.

Il nostro Patrono è da secoli un simbolo di coraggio e di fede.

Raccontare San Giorgio significa raccontare qualcuno che affronta il male senza fuggire, che non si arrende davanti alle difficoltà e che sceglie di difendere ciò in cui crede.

Ed è proprio questo il valore che abbiamo voluto dare alla presenza di Padre Antonio.

La sua testimonianza ha incontrato il significato più profondo della nostra Festa: una comunità che si ritrova, che fa memoria delle proprie radici e che prova a guardare al futuro con coraggio.

Una piazza che ascolta

Per qualche minuto la festa si è fermata. Il palco, normalmente pieno di musica e spettacolo, è diventato uno spazio per una riflessione.

E una piazza che fino a poco prima cantava e ballava si è trasformata in una piazza che ascoltava.

Forse è proprio questo uno degli aspetti più belli di una manifestazione come la Festa di San Giorgio: poter stare insieme non soltanto per divertirsi, ma anche per condividere messaggi che possono lasciare qualcosa dentro.

Perché una festa, quando riesce a parlare alle persone, può diventare molto più di un semplice evento.

Può diventare un’occasione di crescita per tutta la comunità.

Il futuro di Pianura passa dai suoi giovani

Il futuro di Pianura non può essere costruito senza i suoi ragazzi.

Sono loro che erediteranno questo territorio. Sono loro che potranno cambiarlo.

E sono loro che devono sentirsi protagonisti, non spettatori.

Per questo le parole di Padre Antonio Coluccia hanno avuto, per noi, un valore particolare.

Non possiamo pretendere che i giovani credano nel futuro se per primi non siamo capaci di dimostrare loro che un futuro diverso è possibile.

Servono esempi. Servono luoghi di aggregazione. Servono cultura, sport, musica, educazione e opportunità. Ma serve soprattutto una comunità adulta che sappia esserci.

Grazie, Padre Antonio

La sua presenza alla Festa di San Giorgio è stata un regalo per tutta la nostra comunità.

Grazie, Padre Antonio, per aver scelto di essere con noi.

Grazie per aver dedicato il suo tempo ai nostri ragazzi.

Grazie per aver portato sul palco non soltanto parole, ma una testimonianza concreta.

E grazie per averci ricordato una cosa semplice, ma fondamentale:

il cambiamento non arriva da solo.

Comincia dalle scelte di ciascuno di noi.

E può cominciare anche da una piazza, da una Festa, da un incontro e da qualche giovane che, tornando a casa, decide di credere un po’ di più nelle proprie possibilità.

La Festa di San Giorgio si è conclusa con la musica e con la gioia.

Ma quel messaggio resterà.

Perché una comunità che vuole bene ai propri giovani deve prima di tutto insegnare loro a non avere paura del futuro.

Padre Antonio Coluccia

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